22/11/16

LA MIA ALLUVIONE di Alessandro Lazzeri

Un’immagine piacevole, un ricordo personale e nostalgico può emergere nella memoria dei giorni drammatici dell'alluvione. Nel pomeriggio del 3 novembre vagabondavo nonostante il cattivo tempo nelle vie del centro quando incontrai in piazza San Firenze due ragazze che cercavano un'indicazione stradale su “Europe on five dollars a day” che era un po' la Bibbia del viaggiatore americano di quegli anni. Mi feci coraggio e chiesi se le potevo aiutare. Grate mi sorrisero ed io trovai il coraggio, con il mio inglese da studente ginnasiale, di intraprendere una conversazione che riuscì in qualche modo a interessarle. Si chiamavano Jane e Rachel, avevano i miei sedici anni ed erano a Firenze, nell'ambito in un viaggio in Europa, organizzato dal loro liceo. Mi offrii di accompagnarle e dopo un lungo giro e un conversare piacevole, giungemmo alla loro pensione, in via Nazionale. Prima che sparissero all'interno della pensione Etrusca, chiesi se potevamo vederci il giorno successivo. Promisi di condurle a Boboli e di invitare anche un mio compagno di scuola. Sorrisero e fissammo per il giorno dopo. Rachel mi parve particolarmente interessata ed io amai subito il suo sorriso, i suoi occhi blu, i suoi capelli biondi.
A casa nel dopo cena ascoltai “Revolver” dei Beatles, che mio padre mi aveva portato da Londra, sognando l'incontro dell'indomani con la bella americana. Improvvisamente la musica s'interruppe. Era saltata la corrente. Il buio assoluto aveva avvolto la casa, mentre all'esterno la strada pareva trasformarsi in un torrente. Non lo sapevo ma era l'inizio dell'alluvione.
Il giorno dopo mancai l'appuntamento. Nei giorni successivi mentre in bicicletta percorrevo le strade di Firenze, tra fango e detriti, per andare a trovare parenti e amici, ho coltivato la speranza d'incontrare Rachel, mi sono illuso di trovarla tra i molti giovani che da ogni parte del mondo era venuti ad aiutare la nostra città.

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