22/09/13

SCOGLI RELATIVI - SPAROLIAMO di Riccardo Ventrella

 
Un recente tweet di Nichi Vendola dedicato al raddrizzamento della Costa Concordia ha risvegliato nella mia mente la considerazione che segue: come i centoquaranta caratteri di Twitter sono una barriera che taluni aggirano con virtuosismi ortografico/sintattici, così la metrica di una lingua complessa come l’italiano è una brutta bestia, soprattutto quando deve adattarsi a una linea musicale. Compito del paroliere è, talora, quello di piegare dette regole con le pinze in modo da far filare le cose.
 
La proposizione relativa ne fa le spese in primis: nel mare di Fabio Concato c'è lo scoglio "che ci si può buttare".
 
Gli anni nei quali i film erano belli diventano per un maestro del genere, Max Pezzali, "gli anni di che belli erano i film", così come per l’ottimo Nichi le navi da crociera ci affondano nella “vergogna di insopportabile abuso”. Sempre nello stesso brano, Pezzali si esibisce in una vera e propria rarità da lingua latina, il complemento di limitazione: "gli anni dei Roy Rogers come jeans".
 
Parte spesso il genitivo di possesso, e la vita indivisibile di Laura Pausini e Marco ne La solitudine diventa "di noi due" invece che nostra. Quando proprio l'accentazione non torna, piuttosto che rinunciare a un verso pregnante meglio addolcire qualche termine. Ancora l'ottimo Pezzali in preda a struggimento d'amore Nessun rimpianto rimprovera lei che avrebbe dovuto "àmarmi e pròteggermi".
Della serie, non li ferma proprio nessuno...

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