07/02/16

DUE PICCIONI con Aroldo Marinai

Consigli e sconsigli di lettura per signore e signorine

Mi sa che arrivo in ritardo con questi sconsigli perché il libro di cui parlo ha già avuto il suo momento di gloria ed è arrivato ai piani alti delle classifiche di vendita. Pace.
Quanta melassa, quante furbizie di scrittura in queste pagine! Per dirne una: c’è la dichiarata intenzione di far piangere e ridere, stringere ed allargare il cuore, alternando.
Vecchio trucco, come si fa con la prospettiva in pittura.
E quante citazioni, quanti nomi buttati giù! Di libri, di film, di canzonette: tutto a bollire nel calderone (vezzo molto americano, mi sembra che stiate dicendo).
Uno stillicidio di parole, lentissimo dettagliatissimo circostanziato e noioso.
Le pagine sono prevalentemente ospedaliere. Una sorella ha tendenze suicide, infatti è sempre distesa sul lettino con flebo e placebo mentre l’altra – voce narrante –è vitale ma caoticamente disordinata. Sì, d’accordo, ho capito, va bene. E avanti così.
La scrittura? Ecco: “mi sono messa a googlare roba sul portatile” (googlare roba, Manzoni si rivolta nella tomba) oppure “un luogo che induce a chiedersi ehi, come si fa a mettere delle parole sulla tragica partitura della vita?”. Induce a chiedermi: Ehi, come si fa a scrivere così per 361 pagine?
Non vi posso dire di più. Mi sono fermato a pagina 218. Mi sono arreso, sventolo bandiera bianca e chiedo pietà.
MIRIAM TOEWS, I miei piccoli dispiaceri, Marcos y Marcos, 2015, Euro 18



Invece passiamo ad altro.
Non è chi non abbia letto qualcosa di Robert Walser. Forse “Jakob von Gunten” o “I fratelli Tanner” o “La passeggiata”. (Se no ve li consiglio).
Walser: il poeta svizzero solitario, timido, vergine, povero, fuori di testa e fuori dal mondo.
Questo inquietante scrittore fu una persona di quelle che di rado si incontrano davvero nella vita e se accade poi ci auguriamo fortemente che restino eccezioni.
W.G. Sebald (Vertigini, Gli anelli di Saturno, Austerlitz, Gli emigrati) ha scritto un mirabile libricino che non posso non raccomandare. Egli ha  dichiaratamente molto amato la scrittura lillipuziana di Walser. Con affetto nel raccontarla e commentarla ci gira attorno, ci si intrufola dentro, prova a decifrarla.
Questo aureo libretto sarebbe tutto da sottolineare, da evidenziare in esergo. Sono 60 pagine di assoluta partecipe chiarezza e bellezza.
Imperdibile per le appassionate lettrici di Walser e per quelle di Sebald. O per chi fosse in cerca di emozioni nuove. Non è proprio recentissimo, ma si dovrebbe ancora trovare dato il peso dell’editore. Provate. Io ce l’ho ma non lo presto a nessuno.

W.G. SEBALD, Il passeggiatore solitario, Adelphi, 2006, Euro 5,50

1 commento:

  1. ma il titolo era: Prendere due piccioni con Aroldo Marinai...
    (un po' meno esplicito) ;-)

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