10/01/16

LE FICTION SONO SPECCHI di Fulvio Petri

Non è azzardato giudicare il progresso culturale di un paese anche da programmi e fiction tv che questo produce; al di là del facile snobismo con cui si liquida l'intrattenimento quotidiano della popolazione tramite il mezzo televisivo, è altrettanto ovvio che la perversa formula richiesta-offerta del mass media più influente rispecchia esattamente la situazione passiva, attiva o in stallo di una mentalità popolare. 
Prendiamo in esame le fiction; quelle britanniche, ad esempio, hanno arguzia, ironia, forte senso critico per ogni sfumatura dell'umano e mostrano personaggi tra i più disparati: famiglie etero/omosessuali, uomini eterosessuali che si fanno complimenti fra di loro, donne che possono essere madri come pure single felici e senza figli, signore anziane arrapate da fustacchioni seminudi, ragazzini innamorati di donne mature, e così via. 
Generi umani tra i più vari, di ogni orientamento sessuale, religione, etnia, fisicità. Il tutto senza riguardo né privilegio particolare con cui arruffianarsi...anzi, spesso sbattono in faccia a tutti i propri difetti, senza discriminazioni né ipocrisia, nel bene o nel male: ben vengano quindi i gay acidi, i neri vittimisti, i diversamente abili stronzi, i malati di mente insopportabili, i religiosi integralisti ottusi, i caproni ignoranti, i bambini a cui verrebbe da dar fuoco senza timore ...e ben venga, chiaramente il contrario di tutto ciò. il mondo è pieno di contraddizioni, mentalità criticabili e individualità pericolose, quindi discutiamole, mettiamole anche in ridicolo che è proprio questo il modo più giusto di mantenerne l'umanità...ma tutte, allo stesso modo. 
E' giusto abituare il pubblico ad ogni sfumatura, e lasciarlo libero di costruirsi la propria visione  "morale". A ridere e commuoversi per quello che preferisce, senza imbeccate eccessive. Sono le imbeccate a creare il pregiudizio.

Noi invece in italia cosa abbiamo? Abbiamo Don Matteo. e quindi: preti sempre buoni, poliziottelli simpatichelli, la troiona bbona di turno (ci hanno messo Belen, stavolta), su cui tutti i maschi della serie sbaveranno RIGOROSAMENTE, figure femminili in generale tutte perbenino e caste - coi soliti figli da mettere sull'altarino in maniera acritica, immigrati di ogni etnia che parlano TUTTI  come filosofi laureati e danno lezioni di vita a prescindere, nonne rigorosamente asessuate e nonnini dalla felice andropausa indotta - nipotini, buon cibo, spaghetti e cotillon. se poi ci sarà il gay, immagino sarà "senzibbbile" e compatito da tutti, non tromberà MAI, e sarà consolato - aiutato, magari dal diversamente abile di turno che ovviamente sarà SEMPRE meraviglioso e altruista, forse ancora più santificato dello straniero filosofo e della casalinga-mamma. e ovviamente nessuna di queste categorie si discrimina tra di loro, figurarsi. 

Quello è sempre compito dei belli, ricchi, sessuati, atei e cattivi. Le uniche vie di salvezza per questi ultimi mostri? la religiosità salvifica e la famiglia.
Insomma, un cumulo di buonismo e stereotipi, senza umanità. Che all'italiano, piace, evidentemente.

Ci tocca quindi dedurne che l'italiano è un pecorone, che va imbeccato e che riesce a capire soltanto entità definite ed elementari, come in certe fiabette da bambini. 

Che sia dramma o commedia, gli ci vuole la frecciona a indicare dove stanno il "bene" e il "male" (ovviamente intesi come entità sempre ben separate), e ha bisogno spesso dello spiegone, sennò non batte ciglio. Non capisce i doppi sensi né le ambiguità, né le sfumature, né la leggerezza, né i mille grigi dell'esistenza.  
I nostri conduttori tv sono ancora quelli che fanno la faccina schifata se devono baciare sulla guancia un attore maschio (che magari stimano, pure); un atteggiamento preistorico al limite della cafoneria, ma sempre quasi obbligatorio nella nostra tv. 
Le conduttrici invece, devono essere sempre morigerate per non scalfire il loro ruolo di madonnine pixellate. 
Tutto ce lo dice a chiare lettere: viviamo di ruoli vecchi e definiti; famiglia classico - cattolica come fulcro sociale e bene assoluto;  minoranze protette dal politicamente corretto come fossero alieni da far studiare a Piero Angela, o rapaci estinti da far proteggere alla LIPU, ma fondamentalmente sterili, satelliti attorno alla vita "giusta". E' tutto molto vecchio, sottoculturale e triste...che poi non si sa se è nato prima l'uovo o la gallina, se è nata prima l'offerta o la richiesta...fatto sta che siamo in un bel pollaio. 
E non solo all'interno della tv. 
Anzi.

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