Uno aveva l'abitudine di usare le mollette dello stesso colore dei panni da stendere. Mutande rosse mollette rosse, magliette verdi mollette verdi. Non vestiva di nero perché le mollette nere si trovavano male.
Repertorio dei matti della città di Livorno, a cura di Paolo Nori, Marcos y Marcos, 10 euro.
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11/10/16
03/10/16
REPERTORIO DEI MATTI DELLA CITTA' DI LIVORNO (2)
C'era un meccanico di biciclette e motorini, che a tutti quelli che stavano lì ad aspettare che lui finisse il lavoro chiedeva: "Ma te quanti anni avevi quando eri piccino?"
C'era uno che portò le sue analisi del sangue al suo dietologo, che le lesse, alzò gli occhi e disse: "Lo sa, vero, che con queste analisi lei è già morto?"
C'era un vecchietto al circolo Arci di Villa Fabbricotti che quando giocava a tombola, appena veniva tirato su il primo numero, riempiva la cartella di fagioli e faceva tombola.
Tutte e 3 sono a pagina 28 del "Repertorio dei matti della città di Livorno", a cura di Paolo Nori, edito da Marcos y Marcos, 10 euro.
C'era anche uno che gli era preso di copiare diverse cose da un libro che non aveva scritto lui ma che si sentiva come se l'avesse scritto lui e le copiava lo stesso sul suo blog anche se sapeva che non lo avrebbe dovuto fare, ad essere proprio corretto. E poi non stava nemmeno a Livorno.
C'era uno che portò le sue analisi del sangue al suo dietologo, che le lesse, alzò gli occhi e disse: "Lo sa, vero, che con queste analisi lei è già morto?"
C'era un vecchietto al circolo Arci di Villa Fabbricotti che quando giocava a tombola, appena veniva tirato su il primo numero, riempiva la cartella di fagioli e faceva tombola.
Tutte e 3 sono a pagina 28 del "Repertorio dei matti della città di Livorno", a cura di Paolo Nori, edito da Marcos y Marcos, 10 euro.
C'era anche uno che gli era preso di copiare diverse cose da un libro che non aveva scritto lui ma che si sentiva come se l'avesse scritto lui e le copiava lo stesso sul suo blog anche se sapeva che non lo avrebbe dovuto fare, ad essere proprio corretto. E poi non stava nemmeno a Livorno.
02/10/16
REPERTORIO DEI MATTI DELLA CITTà DI LIVORNO (1)
Chi mi conosce sa che ho una bella fissa per Paolo Nori.
Qui ha coordinato degli incontri organizzati dalla Scuola Carver di Livorno fra maggio e luglio del 2016.
Ho l'abitudine, e il gusto, di strapazzare i libri: per ritrovare con maggior agio le parti che mi sono piaciute faccio le "recchie" alle pagine.
Guardate in che condizione è il libro adesso che ho finito di leggerlo.
Ho trovato dopo poche pagine, esattamente a pagina 16, il primo matto livornese che fa proprio quello che faccio io:
"Uno andava sempre a tagliarsi i capelli da un parrucchiere vicino alla stazione. Tutte le volte entrava, si sedeva e diceva "Oh, mi raccomando me li devi taglia' che non si vede che me l'hai tagliati"."
Poi ne ho trovati anche altri.
Qui ha coordinato degli incontri organizzati dalla Scuola Carver di Livorno fra maggio e luglio del 2016.
Ho l'abitudine, e il gusto, di strapazzare i libri: per ritrovare con maggior agio le parti che mi sono piaciute faccio le "recchie" alle pagine.
Guardate in che condizione è il libro adesso che ho finito di leggerlo.
Ho trovato dopo poche pagine, esattamente a pagina 16, il primo matto livornese che fa proprio quello che faccio io:
"Uno andava sempre a tagliarsi i capelli da un parrucchiere vicino alla stazione. Tutte le volte entrava, si sedeva e diceva "Oh, mi raccomando me li devi taglia' che non si vede che me l'hai tagliati"."
Poi ne ho trovati anche altri.
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