Visualizzazione post con etichetta Fuffa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fuffa. Mostra tutti i post
23/10/13
GIOVANI INCOLPEVOLI EROI di Sara Rados
Ora
ad esempio PromoPlus presta i suoi servigi a “Fuffa Energie”, una costola
privatizzata ed oramai indipendente di “Fuffa Mercato Elettrico”: le procaccia
nuovi contratti. E appunto, sta bene attenta all’equilibrio di quest'ambigua
omonimia: tra la vecchia e famosa società “Fuffa Mercato Elettrico”, e la società
nuova: “Fuffa Energie”.
Il
mio brillante colloquio dura 5 minuti: entro nella metallica tana del capo. Il
capo è un capo spigoloso, e pare un enorme parallelepipedo scolpito nella
carne, ma è cordiale. Parla
veloce, con l’enfasi perfezionista e un po' milanese delle voci che annunciano
i treni a Stazione Cadorna. “Sei
in prova da domani”. Il mio brillante curriculum è inutile. Potevo scriverci su
anche “Ciao stronzi vi amo”. L’importante è che io sia lì, con un sorriso
timido, e la testa che fa “sì sì”. La
ragazzina-capogruppo a cui vengo affidata per il primo grand tour di prova, il
mattino dopo, è un grazioso muccone biondocenere, beneducato e truccatissimo.
Ha una camicetta di seta blu, gustosa.
Durante il viaggio mi elenca molte dinamiche importanti,
Miriam. E’ bello ascoltarla: come quando in aeroplano guardi le hostess fare
tutte quelle mimiche mossette annoiate su come si usa il kit di salvataggio.
Non so se il copione-tipo d’una scenetta
porta-a-porta come la tua, Miriam, sia
stato ideato da un gruppo segreto di ricercatori, psicologi comportamentali,
misantropi e collaborazionisti; o più semplicemente, sia solo il frutto della
mente d’un pazzo qualunque. Fatto sta che a
un certo punto diventa vagamente avvincente ascoltarti. E intanto, parla
parla parla, siam giunte davanti al primo, immacolato, tappeto di campanelli.
Miriam,
sei fuori luogo, ma irresistibile, in pausa pranzo: dici 'Lambrusco e Pop Corn'
è il mio disco preferito. Che figata, penso intanto, l’alberghiero. All’epoca
però dicevano un sacco di sciocchezze, come quella che il classico servisse a
qualcosa, in senso lato, e per cose d’un certo valore addirittura, come
acquisire lo charme di chi sa le lingue morte, e imparare a usare il
congiuntivo a menadito, meglio di tutti gli altri, e sapere la differenza tra i
verbi andare e venire. Cose non utili, cose obsolete.
Non
puoi starmi simpatica Miriam. Io devo odiarti, Perché tu hai ventitre anni e io
trenta, facciamo un lavoro di merda insieme, in cui tu sei il mio tutor, e io
devo imparare da te come si fa a parlare:
poco importa poi, se io so usare pure il congiuntivo a menadito, a
differenza tua. Ma io Miriam, io mica te lo insegno a te come si fa il “commis de rang”. Io, Miriam,
al massimo faccio delle buone polpette al sugo quando cucino la cena. Ma non
credo che cio’ possa competere col pacchetto di competenze offerte da un Istituto
Alberghiero. Magari, magari ci fossi andata io all’alberghiero, Miriam.
“Sa signora, siccome è nato il mercato libero, e insieme ad esso tante nuove realtà societarie, noi di ‘Fuffa’, siccome gli vogliamo bene ai nostri clienti e non vogliamo che poi se ne vanno e ci lasciano per un’altra di queste compagnie nuove, le diamo la possibilità di passa’ alla tariffa del mercato libero, usufruendo di questa nuova offerta:
che ‘Fuffa’ non è il Tao dello yin e yang, non
è una Paperopoli che s’ è divisa in due tipo Berlino, ma con un cancellino in
mezzo, non un muro, dove tutti si vogliono bene e il sindaco è uno solo?
E
forse noi non siamo dei semplici promotori porta a porta che ti chiedono di
lasciare una compagnia statale per passare ad un suo omonimo privato. No, noi siamo
dei varchi, i varchi di “Fuffa&Fuffa”, di più…noi siamo i messaggeri divini,
i cupidi, che rendono possibile questo magico passaggio.
Il
mondo delle favole, Miriam, e pure quello vero, sono nelle tue mani.
Iscriviti a:
Post (Atom)











